Entroterra - Hotel Bellavista | San Bartolomeo al Mare

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Riviera dei Fiori - Italy
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Entroterra


Dalla cima di Capo Berta appare il Golfo Danese. Diano Marina ne è il capoluogo.

Nel primo entroterra, Diano Castello, uno dei borghi della Riviera dei Fiori più ricchi di storia. Da ricordare, in estate, il corteo storico.
Qui si produce il pregiato vino bianco “ Vermentino “. A pochi chilometri, Diano San Pietro con la sua chiesa cintata di mura, che ricorda il sistema difensivo contro i barbareschi. A Diano Borganzo la chiesa ottocentesca conserva il polittico della Madonna della Consolazione ( 1518 ). Diano Arentino è noto per i suoi oratori campestri seicenteschi. Da Evigno si raggiunge la vetta dell’omonimo Pizzo, da cui si gode una splendida veduta fino al mare.

Ritornando verso la costa appare S. Bartolomeo al mare. Da qui, tra olivi e frantoi, si raggiungono le piccole borgate di Parola, Chiappa, Riva Faraldi, Villa Faraldi, Delio, Tovo e Tovetto.


Su di una collina digradante dolcemente verso il mare si raccoglie Cervo.

Nel borgo le antiche case medievali si susseguono in un capriccioso gioco di stretti e ombreggiati vicoli.


La Valloria e la Valle Prino

Da Porto Maurizio si apre la piccola Valle del Prino.

Porta a tanti piccoli paesi che noi consigliamo vivamente di visitare, possibilmente senza fretta
e con la disposizione d’animo di chi vuole scoprire luoghi incantati, che sembrano lontani dalla civiltà mille miglia e sono invece a 15 km dalla mondanità della costa. E’ anche il regno dei Santuari perché ogni paese ha il suo: così abbiamo il Santuario della Madonna della Guardia, a Pantasiana, circondato da vecchi e maestosi lecci, oppure il Santuario delle Grazie, a Molini di Prelà. E ai borghi da ricordare bisogna aggiungere Pianavia, Vasia, Dolcedo, quest’ultimo coi suoi frantoi e le case in fila sugli argine del torrente Prino. Tuttavia nel ricordo del viaggiatore un posto di riguardo sarà riservato a Valloria che possiede ben 64 porte di case tutte dipinte da artisti, tutte diverse tra loro, tutte opere d’arte che abbelliscono le abitazioni, impreziosiscono i carruggi e fanno di Valloria un posto unico al mondo. Ma quel che più conta a nostro avviso è il contatto con un mondo che pensavamo non esistesse più e che invece possiamo toccare con mano.


La Valle dell’Impero e il Colle di Nava

Si parte da Imperia lungo lastatale che porta in Piemonte attraverso il Colle di Nava; fin qui

appena 34 Km. E’ un percorso di grande fascino e con alcune deviazioni potrà diventare ancora più interessante. In basso lo scenario è aperto e i borghi di altura, di cresta o di dorsale, paiono come un tempo tante sentinelle tenaci e coraggiose protese a difesa degli abitanti. E’ un invito a visitare Chiusanico, Borgomaro, Lucinasco, Cara-vonica, Cesio, tutte deviazioni immerse negli oliveti e dove è possibile percepire quanto sia importante questa coltivazione per il territorio; qui nasce quell’extravergine morbido e genuino che condisce le verdure delle nostre tavole.

La strada entra nella Valle Arroscia, il cui capoluogo è Pieve di Teco, coi portici rimasti intatti nei secoli e le tante botteghe che paiono d’altri tempi. Notevoli l’ex Convento degli Agostiniani,
l’imponente Collegiata di San Giovanni Battista e il Museo del Territorio. Da cercare il Pigato, vino bianco leggermente amarognolo e mandorlato. Pornassio ha un castello del 1400 ed un vino rosso D.o.c., l’Ormeasco, ottenuto con almeno il 95% di vitigni Dolcetto.
Proseguendo arriviamo al Colle di Nava dove troviamo, in un paesaggio alpino, tre massicce fortificazioni di fine ‘800 e un ottimo miele.


La Val Nervia

L’avvio è Camporosso, traVentimiglia e Vallecrosia, e il suggerimento è di lasciarsi

trasportare lungo la vallata alla scoperta di un apesaggio via via più aspro e di borghi medievali ben conservati e tipici. Dolceacqua, con l’antico castello: un’atmosfera d’altri tempi, la michetta
da gustare e il Rossese da bere. A pochi km Pigna, vecchio borgo aggrappato ad un pendio e la parrocchiale del XV sec. con a fianco l’oratorio barocco. Appena sopra Castelvittorio, in posizione dominante, con un campanile ardito e le frittelle dolci dette ‘’peti de muneghe’’. Due deviazioni da non perdere a Rocchetta Nervina, dove si mangia un’ottima capra e fagioli e ad Apricale, con il castello della Lucertola, botteghe artigiane ed atelier; ed un ottimo zabaione
servito nei ristoranti della zona.


Ora le possibilità sono tante: Bajardo, offre un eccellente panorama sulla cornice alpina oltre ad un ambiente agreste molto particolare. Perinaldo possiede un conosciuto osservatorio astronomico e anche la Chiesa di San Nicolò con un crocefisso in legno del ‘400.


Si può tornare per la stessa strada oppure scendere a Vallecrosia, a Ospedaletti oppure a Sanremo.


La Valle Argentina

Da Arma di Taggia inizia unpercorso che sviluppato interamente porta a Triora ma che può

limitarsi alla bassa valle e permette egualmente al viaggiatore interessato di scoprire qualche angolo di Liguria da ricordare e da amare. A Badalucco i vicoli sono animati da sculture, ceramiche e murales e l’animo artistico del paese è percepibile in ogni dove. Nei sotterranei del comune ogni mese si tengono importanti mostre e vi è anche un altro primato: quello dello stoccafisso, naturalmente cucinato alla badalucchese, da provare!!! Se siete fortunati potete
anche trovare, ma sono rarissimi, i famosi fagioli di Badalucco, presidio Slow Food diviso con Conio e Pigna. Una deviazione da non tralasciare porta a Vignai, un paese fuori del tempo, immerso in un’ atmosfera che si perde nei secoli passati.

La strada corre in mezzo agli oliveti e ci consente di capire la fatica che il ligure ha sempre incontrato per coltivare le sue terre. Terre ripide, scoscese, bisognose di manutenzione: qui i muretti a secco sono lunghi come la muraglia cinese e in ogni terrazza corre una fila di olivi.
L’escursione prosegue per il Passo Ghimbenga (vicino c’è Baiardo) oppure per il Monte Ceppo: si passa così ad un paesaggio alpino avendo lasciato alle spalle un ambiente totalmente diverso.


La Val Roja

Si parte da Ventimiglia e si imbocca la S.S. 20. Seguendo la statale si esce dal territorio italiano, si percorre un tratto in Francia e si rientra in Italia dopo aver percorso la galleria del Tenda per scendere a Limone Piemonte. La lunghezza complessiva è di 64 Km. E’ un classico
itinerario misto: si parte dal mare e si arriva alla Alpi. La varietà dei paesaggi è assicurata. Ecco Airole, affascinante borgo medievale, con la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo. Ecco Breil, con
la Chiesa di Santa Maria in Albis e più su Saorge, antica piazzaforte in posizione dominante sulle gole del Roja. Proseguendo si incontra Tenda che possiede una bella Chiesa barocca dedicata a
nostra Signora dell’Assunzaione. Dopo aver attraversato la galleria del Colle di Tenda una breve discesa porta a Limone, centro estivo ed invernale di villeggiatura e grazioso borgo alpino della Valle Vermegnana. L’intero percorso può essere effettuato anche in treno, con partenza da Sanremo, e l’escursione è senz’altro consigliabile perché si possono apprezzare viste mozzafiato sulla valle e ammirevoli opere di ingegneria ferroviaria.


I Balzi Rossi

Chi volesse dedicare qualche ora per immergersi nella preistoria troverà grandissimo interesse dalla visita alle Grotte dei Balzi Rossi, nei pressi di Grimaldi, quasi al confine con la Francia. Il nome deriva dalle suggestive rocce che si gettano a picco sul mare, di colore rossastro; al loro
interno le cavità che ospitarono l’uomo primitivo e che costituiscono uno dei più importanti giacimenti preistorici mondiali. Gli uomini di 200 mila anni fa le abitarono lasciando segni tangibili del loro passaggio. Per completare l’itinerario suggeriamo di percorrere la vecchia strada che riporta a Ventimiglia per visitare il Forte dell’Annunziata. La strada è panoramica ed il Museo ospitato nel forte possiede 1200 mq. di spazi dove sono esposti gli importanti reperti archeologici provenienti dagli scavi della romana Albintimilium.


 
 
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